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La
prima testimonianza non poteva che essere di Lilith. Chi è
Lilith? I lettori di GuidaGenitori.it
la amano da tempo, i genitori di Passeggini
alla riscossa hanno ora la possibilità di scoprirla.
E
vai con il passeggino! Qualche condomino consente persino di tenerlo
nel sottoscala, ma solitamente non accade: potrebbe rovinare lo
stile e la classe del vano contatori. Di solito il passeggino lo
si scassa col pupo in braccio, nell'ascensore, dove bisogna aprirlo
e chiuderlo ogni volta o infilarlo di sbieco evitando di sporcare
con le ruote la porta (sennò poi chi li sente alla riunione
di condominio!). Prode, la mamma che vorrebbe far prendere aria
al proprio bambino, scarica quattro quintali di mercanzia a seguito
(biberon, pannoloni, copertine, ecc.), mette comodo il frutto dei
suoi magnanimi lombi (che s'addormenta immediatamente dopo la nottata
di colichette) e affronta il 'mondo fuori'.
Ad
accoglierla c'è subito un bel bisognino di cane, lasciato
fresco fresco davanti al portone. Impavida la mamma lo sorvola,
lasciando le scie di cacca incollate alle ruote sul marciapiede.
Ma una vera mamma alla cacca è abituata, anche se la regalerebbe
volentieri in altrettanta misura agli incivili genitori di cani
che, non solo non spendono in pannoloni, ma non sprecano nemmeno
due secondi per tirarla su con la paletta. Il mondo però
è suo. Fuori, i tubi di scappamento delle auto ad altezza
passeggino riempiono i polmoni della creatura di tutto ciò
che nemmeno Mitridate aveva mai testato, dall'amianto dei freni
delle vecchie auto alle polveri sottili. E il bambino si fa più
forte, si prepara, dormendo, al futuro che verrà. La mamma,
quella vera, intuisce. Ma ha una meta ben precisa e sfida qualsiasi
ragionevolezza: raggiungere il giardino del quartiere.
Solitamente
si tratta di poche decine di metri, però bisogna organizzarsi
se si vuole rientrare a casa in tempo per la cena. Una carrozzina
o un passeggino, infatti, sono roba assolutamente ingombrante. Prendiamo
un normale percorso: uscita di casa (cacca di cane) e strisce pedonali.
Una mezz'ora va via solo nell'attesa che qualcuno s'accorga che
vorreste oltrepassare il fiume in piena di auto. Magari un samaritano
vi lascia la destra, ma restare nella mezzeria con un passeggino,
sperando che un francescano offra l'altra guancia, è utopia
allo stato puro. Non importa, prima o poi succede (magari c'è
un incidente, si sono tamponati, si massacrano a colpi di cric):
cogliete l'attimo, non disperdetevi e attraversate. Tanto sul marciapiede
di fronte non potrete mai salire. C'è un'auto parcheggiata
sulle strisce. Vi consiglio di viaggiare contro mano sulla strada
(qualche volta vi vedono, meglio se avete i catarifrangenti sui
piedini del bambino). Dopo cento, duecento metri c'è sempre
un titolare di auto o di moto a cui è sfuggita la possibilità
d'incastrarsi tra il retrovisore e il paraurti dell'altro in pieno
divieto di sosta.
Non
disperate. Al limite aspettate che arrivi l'automobilista che lascia
il posto libero e approfittatene per recuperare un marciapiede.
O meglio, una parvenza di marciapiede. Mettete la seconda, pigiate
l'acceleratore e zigzagate tra le auto (i marciapiedi sono parcheggi
naturali, non c'è nemmeno bisogno di pagare il ticket), scartando
ritmicamente tra sinistra e destra i camion in scarico, le auto
parcheggiate, le solite cacche di cane, la vecchia con l'ombrello
e le due amiche che hanno deciso di raccontarsi tutta la storia
della loro vita. In un paio d'ore avrete percorso ben cento metri,
ma raggiunto un giardino pubblico, dove vostro figlio potrà
liberamente ossigenarsi.
Ah
sì, lasciate un biglietto a casa per dire a vostro marito
dove siete. Magari in nottata verrà a recuperarvi. In macchina.
Lilith
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